
Per alcuni, i tatuaggi sono moda. Per altri, semplici disegni sulla pelle.
Per me, sono segni di sopravvivenza. Sono preghiere incise a mano libera, memorie indelebili che parlano quando la voce si spezza.
Sono la mia mappa emotiva, il mio modo per dire “sono ancora viva, anche se ho perso tanto.”
Ogni volta che inizia l’estate, la mia pelle si fa libro aperto. E quante volte è stata letta con giudizio, senza capirne il significato? Tante, troppe…
Ho inciso le firme dei miei genitori sui piedi, perché siano loro a guidarmi ad ogni passo, anche ora che non ci sono più.
E i loro ritratti( sì, li porto addosso ) per sentire che il loro sguardo veglia ancora su di me, per ricordare che sono figlia anche ora che la figlia piange da sola.
Ho tatuato Lady Oscar intrappolata nel rovo di spine, come metafora della mia forza ferita, della mia ribellione.
E poi ci sono i nomi dei miei nipoti: piccoli, splendidi battiti di cuore che non ho partorito, ma che amo come se fossero miei.
Non mi sono mai sentita pronta per essere madre, e forse non era il mio cammino.
Ma sono zia. E questo è il mio ruolo sacro. Custodire, proteggere, amare senza chiedere nulla.
C’è anche il ritratto della mia cagnolina, la mia compagna d’anima da 14 anni, con la sua zampina e il suo nome…
Le note musicali, perché la musica è il mio rifugio.
Una mezza luna e un mezzo sole, perché vivo in bilico tra luce e ombra, tra forza e fragilità.
Ho tatuato i miei occhi dietro le spalle, per ricordarmi che ora vedo tutto, anche ciò che un tempo mi ha colto alle spalle.
Dopo mille delusioni, non mi faccio più sorprendere. Quegli occhi sono i miei: attenti, forti, vigili. Come a dire: “Ti ho vista, vita. E continuo a camminare.”
E poi c’è l’acchiappasogni. L’ho tatuato per ricordare che anche nei momenti più bui, esiste un modo per filtrare il dolore. Come vuole la tradizione, l’acchiappasogni trattiene gli incubi nella sua rete e lascia passare solo i sogni buoni. Per me è protezione, guarigione, sogno che resiste alla notte.
E sulla mano, Rebel Heart.
Il titolo di uno degli album che porto nel cuore: quello di Madonna, la donna che mi rappresenta, che mi ha insegnato a resistere. Un cuore ribelle, come il mio. Che ama, lotta, e non smette mai di cercare sé stesso.
Ogni tatuaggio è un frammento di me.
Ogni inchiostro è una dichiarazione d’amore verso la vita, anche quando fa male.
E mentre il mondo guarda solo l’esterno, io so che sotto ogni linea c’è un’emozione che pulsa ancora.