Lady Oscar: la vita, la lotta, l’anime che ha cambiato la mia vita

C’è un tempo nella vita in cui cerchiamo risposte, modelli, rifugi. Per alcuni arrivano dai libri, per altri dalla musica. Per me, uno di quei rifugi si chiama Lady Oscar. Un personaggio che non è solo un’eroina d’animazione, ma una forza viva che ha attraversato il mio cuore e la mia crescita come un vento che scuote e accarezza.

Nata dalla penna di Riyoko Ikeda, Oscar François de Jarjayes è cresciuta come un uomo in un mondo dominato dagli uomini, figlia di un generale che sognava un erede maschio. Capitano delle guardie reali alla corte di Maria Antonietta, Oscar combatte ogni giorno una battaglia interiore: tra il dovere e il desiderio, tra la lealtà e la giustizia, tra ciò che il mondo si aspetta da lei e ciò che lei sente davvero di essere.

Quello che mi ha sempre colpito in Oscar non è solo la sua forza, ma la sua fragilità, che non ha mai nascosto. La sua nobiltà d’animo, il senso di giustizia, la sua capacità di amare profondamente anche quando l’amore è impossibile. In lei ho visto un riflesso potente di me stessa: le sue paure, i suoi sogni spezzati, le sue rinascite. Quando mi sentivo smarrita, bastava rivedere una scena, leggere una frase, ascoltare la sigla… e ricordavo chi volevo essere.

Lady Oscar mi ha insegnato che si può essere sensibili e guerriere allo stesso tempo. Che il coraggio non è non avere paura, ma agire nonostante essa. Che si può amare intensamente, anche in silenzio. Che si può cambiare, sempre, anche davanti alla fine.

La sua storia non è solo quella di una nobildonna travestita da uomo. È quella di una donna che ha scelto di essere sé stessa, anche quando il mondo le imponeva una maschera. E io, grazie a lei, ho imparato a togliermela.

Per questo, Lady Oscar non è un personaggio del passato. È una presenza viva, un faro, un’ispirazione. E in fondo, lo sarà sempre.