
A volte la vita mette davanti qualcuno che, all’inizio, sembra non avere nessun ruolo speciale. Un volto tra tanti, uno scambio di parole qualsiasi. E poi accade. Un sorriso, uno sguardo più lungo, un gesto che sfiora.
Nulla di eclatante, eppure dentro si accende qualcosa. Un richiamo che non si può spiegare, ma si sente con tutto il corpo.
In quei momenti si pensa subito al destino.
A quella sensazione che non può essere solo un caso. Come se ci fosse un disegno più grande.
E forse sì, il destino ha fatto il suo pezzo di strada.
Ha fatto incontrare due anime. Ha messo gli occhi negli occhi.
Ma poi?
Poi arriva la parte più difficile: decidere cosa farne.
Perché il destino dà l’occasione, ma non può viverla al posto tuo. Ti offre uno strumento, ma la musica, quella vera, la scrivi tu.
Ci si può nascondere, restare fermi, sperare che sia l’altro a fare il primo passo. Ma a volte, nel silenzio, tutto si spegne.
E allora serve il coraggio di un gesto piccolo. Un pensiero offerto con delicatezza.
Una presenza sottile ma viva.
Non per forzare le cose. Non per rincorrere nessuno.
Ma per non perdere l’eco di qualcosa che potrebbe nascere.
Perché ogni incontro che accende qualcosa non è mai uguale al precedente.
Non è mai una ripetizione. È sempre un’onda nuova. E ogni onda merita almeno un tentativo, un seme lasciato lì, senza aspettative… ma con tutto il cuore.
Chi sente profondamente non è debole.
È solo vivo. E il mondo ha bisogno di chi sente davvero.
Chi ha un’anima accesa, non si accontenta del buio.